CENNI STORICI

Affresco antico perfettamente conservato risalente stilisticamente alla prima metà del Cinquecento.

Tale dipinto è riferibile alla chiesa precedente prima della riforma di metà Seicento.

E’ una “Madonna della Sapienza seduta su un trono con libro nella mano destra e Bambino benedicente”.

L’immagine sacra è incorniciata da una finestra tribolata davanti a una loggia rivolta verso un cielo azzurro. Il manto rosso con lato interno verdazzurro della Madonna ricopre un abito dorato in broccato. Il libro della Sapienza è posto sulle ginocchia vicino al Bambino.

Il Bambino raffigurato nell’atto benedicente indossa un abito bianco con fascia. I volti sono incorniciati da un’aureola dorata.

Nelle descrizioni delle visite pastorali si parla di un affresco della “Beata Vergine del Rosario con in braccio il Bambin Gesù” commissionata dal Vimercati a Gian Giacomo Barbelli.

Tale affresco non esisteva più prima del restauro conservativo, forse dilavato dalle intemperie o strappato in tempi lontani.

Pertanto, l’affresco ritrovato, sono visibili i segni incisori, è precedente a quanto riferito nelle note storiche. E’ un’immagine iconografica delle Madonna probabilmente di inizio ‘500.

All’interno della chiesa, oltre agli affreschi dei secoli XIV e XV, sono presenti affreschi del XVI secolo come la Madonna con Bambino sulla parete destra del presbiterio e il Cristo risorto con ai lati S.Pantaleone e S.Rocco nel paliotto dell’altar maggiore.

L’affresco ritrovato potrebbe essere opera riferibile, data la bellezza dell’impianto compositivo, pittorico e stilistico alla Bottega del pittore cremasco Vincenzo Civerchio (1470 ca Crema – 1544 Crema), che operò fra Brescia e Crema e fu un tramite tra la pittura del Foppa e quella della generazione successiva del Moretto e Savoldo.

Tale affresco è collocato nella specchiatura incorniciata leggermente decentrato rispetto all’attuale porta di ingresso, ma in linea con l’antica porta della chiesa prima della riforma architettonica della metà del Seicento.