Il Cantuello sul web

Anche l’associazione Cantuello sbarca in rete grazie alla collaborazione con il progetto Siti Solidali del Cisvol. Come primo post per il nostro sito nuovo di zecca proponiamo il testo che il settimale diocesano Il Nuovo Torrazzo pubblicò in occasione del primo anno di attività dell’associazione.

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L’associazione del Cantuello compie un anno ed incassa per le prossime festività natalizie un aiuto che a livello di immagine sarà molto importante per il proseguo della mission che il gruppo di Ricengo si è imposto: il salvataggio della chiesetta santuario della Madonna del Cantuello, un piccolo tempietto che si trova all’interno del cimitero di Ricengo e che versa in stato di degrado. L’immagine di uno degli affreschi che il folto gruppo si è imposto di salvare sarà infatti sulla copertina del biglietto di auguri natalizi che il vescovo Oscar Cantoni utilizzerà per fare gli auguri natalizi alla diocesi. Ma sono diverse le iniziative di conoscenza e di raccolta fondi che i volontari dell’associazione hanno messo in campo in quest’anno di attività. L’ultima in ordine di tempo la presenza in piazza Duomo sabato 27 novembre. Occasione in cui i volontari hanno distribuito volantini relativi alla loro associazione cercando di sensibilizzare i cremaschi sullo stato di abbandono del tempietto. Ma ricordiamo anche il banchetto informativo allestito all’interno della Fiera della Pallavicina di Izaono lo scorso aprile e la prima edizione del motoraduno che si è tenuta il 25 aprile proprio a Ricengo. In questo anno di attività l’associazione ha incontrato il gradimento dei volontari e degli appassionati di arte sacra: in pochi mesi erano già oltre 60 i soci e la trasformazione del gruppo in onlus è cosa fatta. Le foto esposte in piazza Duomo sabato scorso hanno mostrato ai cremaschi lo stato di abbandono in cui si trova il tempietto: umidità, crepe nella muratura, infiltrazioni. Tante le cause che stanno mettendo a rischio queste splendide opere d’arte del quindicesimo secolo. Ma adesso in campo c’è anche un autorità del settore, l’architetto Magda Franzoni che sta aiutando attivamente l’associazione nella sua operazione di salvataggio e sensibilizzazione di quella che è senza dubbio a testimonianza d’arte e di storia più antica del territorio comunale. Una storia che si perde nei secoli arrivando forse fino all’Età del Bronzo, alcuni ritrovamenti fanno pensare che il luogo fosse già abitato. La storia recente del luogo narra del ritrovamento, avvenuto nel 1954 da parte del parroco don Mario Maccalli, di una pietra incisa, che si ritiene possa essere la parte frontale di un altare dedicato ad Apollo Delius. Spesso la chiesa è stata anche utilizzata come lazzaretto, l’ultima volta nell’estate del 1873 a seguito dello scoppio di un’epidemia di colera. Il tempio è stato rimaneggiato più volte. Privato del porticato negli anni ’50 e innalzato nel XVII secolo, stesso periodo in cui si registra a Ricengo la presenza di Gian Giacomo Barbelli, che realizza sul portico abbattuto un dipinto raffigurante la Vergine del Rosario, voluto dalla famiglia Vimercati. Il dipinto è andato irrimediabilmente perso. Ma all’interno della chiesa ci sono una serie di stupendi affreschi che urge salvare. Sulla parete di destra si trovano le testimonianze sicuramente più antiche e preziose. In uno spazio abbastanza ridotto vi sono ben quattro dipinti realizzati con tecnica di “affresco”, alcuni dei quali recano sia la data di quando furono eseguiti che i nomi dei “committenti” e di un pittore. Opere del ‘400, come la Madonna col bambino, realizzate anche con tecniche d’avanguardia, la corona della madonna ad esempio è intarsiata di sassolini che la rendono in rilievo. “Gli affreschi”, si legge in una esaustiva relazione tecnica, “malgrado abbiano già subito qualche restauro, sono in uno stato di conservazione davvero preoccupante, minacciati dall’umidità che la fa da padrona all’interno del tempio”. Tra gli altri dipindi da segnalare anche un San Pantaleone e un San Rocco. Ma tutto l’edificio, non solo gli affreschi, necessita di un lavoro di recupero in quanto attualmente versa in pessime condizioni ed ha necessità di interventi per il recupero e la valorizzazione. La relazione di cui sopra mostra l’apertura di fessure nella volta dell’abside, lo stato di degrado delle pareti e degli intonaci, la fessurazione nella muratura. Alla mission dell’associazione il settimanale Il Nuovo Torrazzo aveva dedicato ampio spazio proprio in occasione della presenza alla fiera della Pallavicina con un focus sulle attività del gruppo apparso sulle pagine del giornale lo scorso 17 aprile

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